The following text field will produce suggestions that follow it as you type.

Barnes and Noble

Loading Inventory...
I ribelli degli stadiI ribelli degli stadi

I ribelli degli stadi in Chattanooga, TN

By Barnes & Noble

Current price: $16.22
Get it in StoreVisit retailer's website
I ribelli degli stadi

Barnes and Noble

I ribelli degli stadi in Chattanooga, TN

By Barnes & Noble

Current price: $16.22
Loading Inventory...

Size: Audiobook

Pierluigi Spagnolo descrive quarant’anni di tifo estremo in Italia, arrivando a tracciare un ritratto dell'odierna situazione degli stadi.Il racconto si sviluppa a partire dalla nascita dei primi gruppi ultras che si ispiravano alla tifoseria inglese, nei primi anni Settanta, per proseguire col conclamarsi del fenomeno negli anni Ottanta, l'apice negli anni adiacenti a Italia Novanta e infine il declino dovuto alla criminalizzazione del tifo estremo dal vivo a favore di un tifo più redditizio: è l’avvento del cosiddetto calcio moderno.La cronistoria dettagliata dei fatti di sangue e le relative reazioni delle istituzioni (incremento del controllo e della repressione, anche tramite leggi ad hoc) è solo una parte del quadro, ammonisce l’autore: il popolo degli ultras in Italia è sempre stato trasversale ad ogni categoria sociale e i violenti sono solo una parte dei tifosi, anche in curva. Per questa lucida ed attuale analisi, Spagnolo cita i gradi nomi della letteratura di riferimento come Desmond Morris, Valerio Marchi e Roberto Stracca (ai quali è dedicato il volumetto.Nei primi anni Settanta nascono i Boys della Roma, uno dei gruppi più longevi, nati lo stesso anno degli Ultrà del Napoli (1972), nel 1973 è il momento della Fiorentina e poi “a caduta” nel 1974 gli Ultras del Bologna e dello Spezia, poi nel 1975 i Panthers della Juventus, nel 1976 le Brigate Neroazzurre dell’Atalanta, i primi Ultras del Bari e i Rangers del Pescara etc etc.Gli anni Ottanta, oltra alla nascita di altre tifoserie come i Mods, del Bologna nel 1982, vedono svilupparsi le coreografie spettacolari. La curva proprio in quegli anni è battezzata come “casa” dagli ultras. Il primo gigantesco bandierone “copricurva” è del 1981-1982 (Sampdoria) e le fantasie cromatiche dei primi gruppi, della Juve e della Reggina, del Torino come del Pescara, si scatenano anche utilizzando migliaia di piatti di plastica con i colori delle squadre che, come altre coreografie “creano un effetto da applauso”.Spagnolo si dilunga nella descrizione dell'aspetto performativo. Inno per inno, slogan dopo slogan: la “liturgia” del tifo estremo. Ben presto, però, le coltellate e i roghi dei vagoni si prendono tutta l’attenzione mediatica.Gli anni Novanta segnarono anche il momento in cui i club videro l’affare non più nel tifo allo stadio, ma in quello alla televisione: la pay TV dà la stura a quello che poi diverrà il “calcio moderno” che da un lato lucra sul tifo (per esempio con il cosiddetto spezzatino) e dall’altro allontana le tifoserie dallo stadio con un processo che dai DASPO arrivano fino alla “tessera del tifoso”…Gli ultimi anni hanno visto la morte del poliziotto Raciti e quella assurda di Gabriele Sandri. Ma anche il famosissimo Derby del Bambino morto, fino all'attualissimo, raccapricciante “suicidio” di un tifoso juventino che sarebbe stato la chiave per capire i rapporti tra il potentissimo club torinese e la ‘ndrangheta…Spagnolo ci lascia però con un barlume di speranza, parlando di alcuni gruppi nati dal basso come l’Atletico San Lorenzo a Roma, l’Ideale a Bari, del Quartograd a Napoli, del Brutium a Cosenza, e del Centro Storico Lebowski a Firenze. Potrebbe essere la chiave per un lento ritorno a un tifo più genuino, che, dopo il deserto che allarmismo e grossi club hanno creato in questi anni, potrebbe far tornare gli stadi un posto dove socializzare e cantare slogan per la propria squadra.
Pierluigi Spagnolo descrive quarant’anni di tifo estremo in Italia, arrivando a tracciare un ritratto dell'odierna situazione degli stadi.Il racconto si sviluppa a partire dalla nascita dei primi gruppi ultras che si ispiravano alla tifoseria inglese, nei primi anni Settanta, per proseguire col conclamarsi del fenomeno negli anni Ottanta, l'apice negli anni adiacenti a Italia Novanta e infine il declino dovuto alla criminalizzazione del tifo estremo dal vivo a favore di un tifo più redditizio: è l’avvento del cosiddetto calcio moderno.La cronistoria dettagliata dei fatti di sangue e le relative reazioni delle istituzioni (incremento del controllo e della repressione, anche tramite leggi ad hoc) è solo una parte del quadro, ammonisce l’autore: il popolo degli ultras in Italia è sempre stato trasversale ad ogni categoria sociale e i violenti sono solo una parte dei tifosi, anche in curva. Per questa lucida ed attuale analisi, Spagnolo cita i gradi nomi della letteratura di riferimento come Desmond Morris, Valerio Marchi e Roberto Stracca (ai quali è dedicato il volumetto.Nei primi anni Settanta nascono i Boys della Roma, uno dei gruppi più longevi, nati lo stesso anno degli Ultrà del Napoli (1972), nel 1973 è il momento della Fiorentina e poi “a caduta” nel 1974 gli Ultras del Bologna e dello Spezia, poi nel 1975 i Panthers della Juventus, nel 1976 le Brigate Neroazzurre dell’Atalanta, i primi Ultras del Bari e i Rangers del Pescara etc etc.Gli anni Ottanta, oltra alla nascita di altre tifoserie come i Mods, del Bologna nel 1982, vedono svilupparsi le coreografie spettacolari. La curva proprio in quegli anni è battezzata come “casa” dagli ultras. Il primo gigantesco bandierone “copricurva” è del 1981-1982 (Sampdoria) e le fantasie cromatiche dei primi gruppi, della Juve e della Reggina, del Torino come del Pescara, si scatenano anche utilizzando migliaia di piatti di plastica con i colori delle squadre che, come altre coreografie “creano un effetto da applauso”.Spagnolo si dilunga nella descrizione dell'aspetto performativo. Inno per inno, slogan dopo slogan: la “liturgia” del tifo estremo. Ben presto, però, le coltellate e i roghi dei vagoni si prendono tutta l’attenzione mediatica.Gli anni Novanta segnarono anche il momento in cui i club videro l’affare non più nel tifo allo stadio, ma in quello alla televisione: la pay TV dà la stura a quello che poi diverrà il “calcio moderno” che da un lato lucra sul tifo (per esempio con il cosiddetto spezzatino) e dall’altro allontana le tifoserie dallo stadio con un processo che dai DASPO arrivano fino alla “tessera del tifoso”…Gli ultimi anni hanno visto la morte del poliziotto Raciti e quella assurda di Gabriele Sandri. Ma anche il famosissimo Derby del Bambino morto, fino all'attualissimo, raccapricciante “suicidio” di un tifoso juventino che sarebbe stato la chiave per capire i rapporti tra il potentissimo club torinese e la ‘ndrangheta…Spagnolo ci lascia però con un barlume di speranza, parlando di alcuni gruppi nati dal basso come l’Atletico San Lorenzo a Roma, l’Ideale a Bari, del Quartograd a Napoli, del Brutium a Cosenza, e del Centro Storico Lebowski a Firenze. Potrebbe essere la chiave per un lento ritorno a un tifo più genuino, che, dopo il deserto che allarmismo e grossi club hanno creato in questi anni, potrebbe far tornare gli stadi un posto dove socializzare e cantare slogan per la propria squadra.

More About Barnes and Noble at Hamilton Place

Barnes & Noble is the world’s largest retail bookseller and a leading retailer of content, digital media and educational products. Our Nook Digital business offers a lineup of NOOK® tablets and e-Readers and an expansive collection of digital reading content through the NOOK Store®. Barnes & Noble’s mission is to operate the best omni-channel specialty retail business in America, helping both our customers and booksellers reach their aspirations, while being a credit to the communities we serve.

2100 Hamilton Pl Blvd, Chattanooga, TN 37421, United States

Find Barnes and Noble at Hamilton Place in Chattanooga, TN

Visit Barnes and Noble at Hamilton Place in Chattanooga, TN
Powered by Adeptmind