The following text field will produce suggestions that follow it as you type.

Barnes and Noble

Loading Inventory...
Giuseppe Dossetti: Un innovatore nella Democrazia Cristiana del dopoguerra

Giuseppe Dossetti: Un innovatore nella Democrazia Cristiana del dopoguerra in Chattanooga, TN

By Barnes & Noble

Current price: $15.99
Get it in StoreVisit retailer's website
Giuseppe Dossetti: Un innovatore nella Democrazia Cristiana del dopoguerra

Barnes and Noble

Giuseppe Dossetti: Un innovatore nella Democrazia Cristiana del dopoguerra in Chattanooga, TN

By Barnes & Noble

Current price: $15.99
Loading Inventory...

Size: EBook

«Se Dossetti avesse continuato a fare politica, la DC si sarebbe spezzata». È l’explicit lapidario che Gianni Baget Bozzo, suo vecchio sodale, appose nel 1977 a una storia iniziata quattro decenni prima e conclusa da tempo. Quando venivano scritte queste parole, Giuseppe Dossetti era ormai un monaco di sessantaquattro anni votato allo studio e alla preghiera, lontano dalla scena pubblica. Ma nell’immediato dopoguerra, da laico, fu il giovane protagonista di una stagione di rinnovamento che coinvolse le forze più vive del cattolicesimo politico italiano e il partito in cui, conflittualmente, cercarono rappresentanza. Sembrava che di quel tentativo poi naufragato si conoscesse ogni singola mossa, ogni posizione in gioco, ogni retroscena. Non è così. Lo si scopre nel documentatissimo saggio di Fernando Bruno, che ha il merito di guardare all’intera vicenda da un punto di osservazione finora non abbastanza messo a profitto: la rivista «Cronache Sociali» (1947-51), organo politico quindicinale del gruppo dossettiano, ossia della sinistra democristiana nella sua espressione più alta e significativa. Gli articoli di Dossetti, Lazzati, La Pira, Caffè, le grandi inchieste, l’osservatorio interno e internazionale erano modelli di un giornalismo civile, colto e incalzante, dove veniva allo scoperto l’alternativa alla leadership di De Gasperi. Tra lui e Dossetti la distanza di temperamento, di cultura politica, di visione del partito e dello Stato non avrebbe potuto essere maggiore. Al tatticismo degasperiano risucchiato nella «manovra governativa» e nel «patteggiamento di gabinetto», e sospinto a destra, Dossetti contrappose un’azione «formativa e suscitatrice, in strati sempre più vasti, di uno slancio collettivo vitale». Le sue reiterate cooptazioni al vertice della Democrazia Cristiana, e le dimissioni che ogni volta ne seguirono, fino alle definitive del 1952, testimoniarono l’impossibilità di «agglutinare» due modi di intendere l’agire politico. Sappiamo quale prevalse e con quali conseguenze.
«Se Dossetti avesse continuato a fare politica, la DC si sarebbe spezzata». È l’explicit lapidario che Gianni Baget Bozzo, suo vecchio sodale, appose nel 1977 a una storia iniziata quattro decenni prima e conclusa da tempo. Quando venivano scritte queste parole, Giuseppe Dossetti era ormai un monaco di sessantaquattro anni votato allo studio e alla preghiera, lontano dalla scena pubblica. Ma nell’immediato dopoguerra, da laico, fu il giovane protagonista di una stagione di rinnovamento che coinvolse le forze più vive del cattolicesimo politico italiano e il partito in cui, conflittualmente, cercarono rappresentanza. Sembrava che di quel tentativo poi naufragato si conoscesse ogni singola mossa, ogni posizione in gioco, ogni retroscena. Non è così. Lo si scopre nel documentatissimo saggio di Fernando Bruno, che ha il merito di guardare all’intera vicenda da un punto di osservazione finora non abbastanza messo a profitto: la rivista «Cronache Sociali» (1947-51), organo politico quindicinale del gruppo dossettiano, ossia della sinistra democristiana nella sua espressione più alta e significativa. Gli articoli di Dossetti, Lazzati, La Pira, Caffè, le grandi inchieste, l’osservatorio interno e internazionale erano modelli di un giornalismo civile, colto e incalzante, dove veniva allo scoperto l’alternativa alla leadership di De Gasperi. Tra lui e Dossetti la distanza di temperamento, di cultura politica, di visione del partito e dello Stato non avrebbe potuto essere maggiore. Al tatticismo degasperiano risucchiato nella «manovra governativa» e nel «patteggiamento di gabinetto», e sospinto a destra, Dossetti contrappose un’azione «formativa e suscitatrice, in strati sempre più vasti, di uno slancio collettivo vitale». Le sue reiterate cooptazioni al vertice della Democrazia Cristiana, e le dimissioni che ogni volta ne seguirono, fino alle definitive del 1952, testimoniarono l’impossibilità di «agglutinare» due modi di intendere l’agire politico. Sappiamo quale prevalse e con quali conseguenze.

More About Barnes and Noble at Hamilton Place

Barnes & Noble is the world’s largest retail bookseller and a leading retailer of content, digital media and educational products. Our Nook Digital business offers a lineup of NOOK® tablets and e-Readers and an expansive collection of digital reading content through the NOOK Store®. Barnes & Noble’s mission is to operate the best omni-channel specialty retail business in America, helping both our customers and booksellers reach their aspirations, while being a credit to the communities we serve.

2100 Hamilton Pl Blvd, Chattanooga, TN 37421, United States

Find Barnes and Noble at Hamilton Place in Chattanooga, TN

Visit Barnes and Noble at Hamilton Place in Chattanooga, TN
Powered by Adeptmind